astipalea conversa con glencoe in occasione del rilascio del suo libro
la citta’ di alice
come stai?
e’ un periodo turbolento, il tempo passa e la selezione necessaria si e’ messa in moto
quale selezione?
la selezione è un automatismo che lascia andare le cose che non contengono più significato e si và in cerca di altre dove c’è significato.
per te
certo per me, il senso del tempo è sempre relativo e se penso per esempio a come gli ultimi venti anni siano passati in un attimo mi sento più motivato a vivere i prossimi in modo più intenso anche se già so adesso che questo tentativo non porterà a grandi differenze.
e con questo cosa vuoi dire?
che oltre una certa capacità di vivere bene o male prima o poi non si và , certo sempre si può imparare e molto certo è il momento dell’imparare e quello successivo del mettere in pratica l’insegnamento è in questo quando parlo essenzialmente dei sottili equilibri del piano esistenziale.
dicevi dunque?
dicevo che una cosa può avere una data di inizio particolarmente significativa,ma che poi non ha fine se non con la morte, e poi questo tratto di sentiero è appunto un tratto, un segmento che ha un andamento imprevedibile.
imprevedibile….
certo e’ fortemente condizionato se si hanno degli obiettivi,oppure degli obblighi e il secondo caso e’ molto più frequente del primo, ma se per qualche motivo avviene una compressione di tutto quello che non è profondamente interiorizzato allora appare lo sconfinato paesaggio vuoto che fa paura
e tu ?
io ne sono in mezzo da un po’ e la paura non c’è quasi più;.
piuttosto stà avanzando il nonsenso ovvero una forma sottile di apatia, ma anche in questo caso per adesso ho la fortuna di avere dei frammenti di cui mi ricordo, e ai quali rivolgermi.
e di quello che hai scritto cosa mi dici?
praticamente niente.
niente non hai niente da dire?
no.
cosa si può dire delle cose che passano se non che sono passate, magari in mezzo ci potrebbe essere qualcosa che riprendero’.
in che senso?
mi piacerebbe continuare a scrivere ,ma adesso mi piacerebbe scrivere una storia piu’ lunga
e non è per niente sicuro che lo farò , ci sono infinite direzioni e poi quale potrebbe essere il motivo per prenderne una e non un'altra.
di certo mi piacerebbe scrivere qualcosa di molto diverso da quanto fatto finora
e cioe’?
in questo momento mi interessa un ritorno alle origini
quali origini?
le mie
in effetti il peso specifico di tutto quello che stà in mezzo ad una vita, quello che succede tra l’essere bambini ed essere vecchi non dico che sia ininfluente, ma quasi.
e qui’ stà il paradosso visto che personalmente tra la fase del bambino e la fase del vecchio sono successi eventi determinanti e importanti che continuano a capitarmi.
anzi da un certo punto di vista sono entrato in una fase dove sto’ certamente raccogliendo molto
e proprio qui’ stà il paradosso.
in pratica mi stai dicendo che in questa fase della tua vita in cui potresti o puoi avere il tuo meglio tu vedi solo tu bambino e tu vecchio?
proprio cosi’ ,ma non per questo mi sono ritirato dalla vita anzi vivo dei momenti di grande intensità, mai avvenuti prima e nonostante questo e senza ridurli, senza togliere a questi rari momenti tutta la loro natura li vedo nel loro splendido isolamento e sono felice quando accadono molto felice, cosa che mi succede molto raramente e quando succede mi dico ecco questa e’ la vita , questi pochi minuti , di grande felicità mi ricompensano di cosi’ tanti anni vuoti o peggio..
e allora?
allora prendo quello che viene e do’ quello che sento
e in questo mi ritengo anche fortunato.
e allora?
allora non posso fare a meno di pensare al rapporto tra i pochi momenti di vera vita e tutto il tempo passato e allora mi prende un senso di inutilità ,di scoramento, di bilanci che di certo non mi distoglierà dalle cose belle, ma mi porta da una parte all’inizio e dall’altra alla fine.
hai parlato di tutto ,ma non del libro
sul libro non c’e niente da dire, a chi lo leggerà evocherà qualcosa, mi piacerebbe che questo qualcosa arrivasse anche a me, per questo ho messo un indirizzo di posta elettronica
non mi interessa iniziare delle corrispondenze private , ritengo che dall’animo umano emergano in certe occasioni espressioni scambiabili con tutti..
hai qualcosa d’altro da aggiungere?
una cosa da dire l’avrei e questo riflette senz’altro una parte di me, chi scrive non si da’ mai vincoli, ma io sono a parte e percui mi posso permettere dire a chi leggerà:di fare attenzione
perché mai le cose scritte sono come sembrano.
astipalea conversa con glencoe in occasione del rilascio del suo libro
la citta’ di alice
come la vedi oggi
la vedo meglio
e cioe’?
diciamo che l’attenzione è arrivata sulla parola imparare
bè non è una parola particolarmente nuova
certo che no,ma applicata a situazioni in cui ci si trova dentro e situazioni particolarmente complesse ha un peso diverso, noto che per quanto mi riguarda c’e’ la tendenza all’ attesa nel senso che pure in certi casi la mia emotività si rende autonoma e giustamente si esprime dopo, vi e’ una specie di condensazione ,una specie di radunare tutte le forze di un esercito per affrontare con il massimo delle risorse le cose che succedono.
e poi a cosa stai pensando adesso?
a quello che è scritto nel libro e a come sta’ cambiando la mia mano che lo ha scritto.
stai mutando da jeckill ad hyde?
non proprio, ma in questo momento sono attratto nuovamente da esplorazioni nei territori più bui,
evidentemente se non si rivelerà un puro esercizio di piacere, questo ritorno probabilmente mi vede non soddisfatto dalle risposte che all’epoca mi ero dato per poi andare da altre parti ad esplorare
cosa pensi che mancasse?
adesso non saprei,ma la costante frammentazione dell’essere umano, frammentazione secondo me
di tipo schizofrenico merita di essere riconsiderata al di là di tutto, forse perché in questo periodo mi infastidisce in modo esagerato il fatto che attorno ad ogni fenomeno deviante ci sia un tentativo
o di renderlo incomprensibile e per cui di trattarlo come un accidente-incidente o comunque nei mass-media di tentare di spiegarlo e la parola la dice tutta….spiegare… come se chi si prende in carico la cosa lo potesse fare realmente autonominandosi specialista-esperto della cosa e da quello che vedo il tutto si risolve con ridicole pantomime.
astipalea conversa con glencoe in occasione del rilascio del suo libro
la citta’ di alice
ci sei ancora?
ci sono ci sono.
spesso mi sembra che non sia più il caso di parlare di niente, lo so che è un momento e poi passa , forse dipende dal fatto che tutto è una corsa e non solo la solita trafila figli,lavoro,casa ecc. ,ma anche al di fuori di tutto questo, anche quando ci si è faticosamente ricavati un momento per se stessi, anche in questi momenti tutto è una corsa, oppure una goccia nel mare, oppure una specie di compensazione continuativa ,oppure non lo so….
tutto è collegato e perciò tutto è in qualche modo insufficiente, sempre tutto è insufficiente
solo pochissimo si salva e quello che si salva è talmente diverso che si puo’ solo conservare ed assai poco nominare perchè cosi’ non compatibile con tutto il nostro scorrere del tempo.
astipalea conversa con glencoe in occasione del rilascio del suo libro
la citta’ di alice
quali nuove se cosi’ si può dire?
di nuovo si puo’ parlare del sembra
e cosa vorresti dire del sembra?
di cose che erano accantonate, non prese in considerazione oppure si; solo che non erano ancora uscite allo scoperto e che quando finalmente escono allo scoperto sono tutta un’altra cosa.
fammi un esempio
un esempio mah, si scopre all’improvviso che quello che ci muoveva era talmente sottile da essere difficile da cogliere e anche se tutto partiva da una buona intenzione e pensavamo che tutto di quello che si faceva andasse di per se’ proprio nella direzione di quella buona intenzione….poi in realtà qualcuno ci fa notare che in effetti non vi è stata complessivamente una sufficiente linearità o almeno lui non ha percepito questa linearità e dopo che c’è lo ha detto magari siamo investiti improvvisamente da un forte vento che ci colpisce e ci fa anche inaspettatamente rotolare per terra e dopo quando ci troviamo davanti allo specchio da dentro ci sentiamo dire che anche se non abbiamo seguito alcuna perfezione , ma solo che abbiamo provato ad agire bene ben che vada possiamo solo riconoscere che che abbiamo molta strada ancora da fare.