l'eta' dell'innocenza

....una donna come tante che pero' sa' leggere il mondo e imparare giorno dopo giorno di che sostanza e' fatta la vita: di tempo che passa tra rose e rovine, spietatamente, di tempo che devasta e che a volte, se lo accogliamo senza rancore, ci rende assurdamente felici. da:"La piazza del diamante" di Merce' Rodoreda

Chi sono

Utente: glencoe
Raffigura una fanciulla volta di tre quarti, colpisce in particolar modo l'espressione estatica, assolutamente languida ed ammaliante (secondo alcuni carica anche di un innocente erotismo), dello sguardo della giovane modella: sembra che fosse stato lo stesso Vermeer a chiedere alla ragazza, posta di fronte alla grande finestra illuminata dalla luce naturale del suo atelier, di voltare il capo più volte lentamente, tenendo socchiuse le labbra per produrre questo effetto.

per comunicazioni: lacitta.dialice@virgilio.it

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mercoledì, 11 novembre 2009

Amici di penna

Postato da Astypalia 11 Novembre 2009.

Astipalya conversa con glencoe
 
ciao mio caro
va’ o non va’?
mavala’
 
che scemo che sei certe volte
 
cosa stai mettendo in piedi?
ma niente di che
sono le conseguenze
le conseguenze e basta
 
e il libro?
il libro e’ finito da un bel po’

e allora?
restera’ in revisione ancora per un po’

e come mai?
c’e una persona che mi aiuta per le rifiniture, che mi ha detto se non ha fretta…
io che avevo una fretta del diavolo di staccarmi dalla mia creatura
improvvisamente ho visto la luce
 
che cosa dici?
niente ho visto che i grandi intervalli servono e come se servono
 
e adesso con questa storia sul blog che mi sembra una catena di sant’antonio....
adesso sei tu che fai la scema….
 
dopo la mia opera prima che se tutto va’ bene esce a gennaio 2010
ci sarebbe la voglia di continuare a scrivere, ma visto che l’opera prima ha avuto
un tempo che definire assurdo e’ poco…
 
perche’ assurdo?
quattro anni per cinque raccontini e ventisei poesie..
certo c’e’ voluto tutto il tempo che era necessario,poteva essere anche venti anni..
comunque adesso la strada non deve essere necessariamente diversa o simile
non ha senso fare e rifare lo stesso percorso,o girare in tondo….
e percui e’ probabile che daro’ spazio ad apparenti diversita’.
 
e che sarebbero?
se si scende in basso e si sale in alto poi una volta tornati in piano non si ha piu’ la possibilita’ di accontentarsi , di fare finta, e anche il parlar e lo scrivere sentono che e’ necessario porsi
davanti alle cose in un modo meno aleatorio,meno poesia e piu’ essenzialita’.
 
piu’ mi dici e meno capisco…
non preoccuparti…..
anche io devo capirmi
io scrivo sempre per me e continuero’ a farlo e il me di adesso non e’ il me di prima, il me di adesso vuole cose piu’ forti, piu’ carme e sangue e meno filosofia
piu’ vicinanza con l’uomo che sono e percio’ lo scrivere puo’ diventare fastidio ,disturbo, a chi legge nel breve , ma muove nel medio.
 
non si parla mai delle cose fino in fondo,o piu’ in fondo e tutto in punta di piedi
zelantemente ,in modo pacifico,ma dove è la pacificazione?
attorno a noi succedono cose ignobili, drammatiche e noi –io sto’ qui’ a cincischiare con anime candide, ma scherziamo….
 
Socrate per quello che ha detto sulla religione e’ stato costretto alla cicuta
per non parlare di tutti gli scomodi seguenti : pensatori,uomini e donne liberi in tempi di non liberta’ proprio come questo nostro tempo arido,amaro e implacabile.
 
e le tue cose di prima?
le mie passioni si precisano,si direzionano e restano,solo che mutano come le piante
come tutte le creature vive.
postato da: Astipalea alle ore 16:09 | link | commenti
categorie: conversazioni
domenica, 08 novembre 2009

Muovere le cose

Troverei interessante , con una frequenza tale da non interferire con le personali traiettorie magari una volta al mese o piu', di scrivere un post su una stessa cosa;
per quanto mi riguarda potrebbe essere qualsiasi cosa.
Fatto questo riportare sul proprio blog tutti i contributi.
La cosa e' aperta anche a chi non ha un blog o normalmente non scrive.

per comunicazioni:
lacitta.dialice@virgilio.it

la proposta di seguito e' modificabile in quanto e' una proposta

la proposta e' del 8 novembre
oggi e' il 11 Novembre
aspetteremo 2 settimane per dare modo a qualcun altro di aggregarsi.
glencoe come promoter mandera' la sua proposta il 22-23 Novembre
tempo di svolgimento mesi 1.
al 9 novembre adesioni preliminari sono:

glencoe
AliceDaZero
Monia74
samuelasalvotti
Klarissa1
Astipalea
Wolfghost

poi si vedrà se saranno confermate.

se volete estendere la cosa riproponetela ai vostri contatti.

ogni volta la proposta di scrittura ( che mi auguro sia stimolante al punto da fare scrivere nolte righe) sara' fatta a turno partendo dal primo della lista qui' sopra e cosi' a seguire.
Dopo che quello in lista ha mandato la proposta la sottopone agli altri per un ok di massima.
Se la proposta sara' ritenuta particolarmente insignificante per molti partecipanti quello che l'ha proposta la cambiera'.
Ognuno scriverà o almeno chi si sente di farlo, noi non abbiamo obblighi.
Poi troveremo il modo di qggregare assieme tutti i contributi.
Ognuno sara' sempre libero di continuare,di smettere avvertendomi e
poi di postare o no il tutto.
In sequito la palla passa al secondo della lista e cosi' via fino alla fine
dei partecipanti,
Nessun limite,nessuna regola;
nel nostro piccolo noi siamo degli scrittori.

o meglio ancora dei collezionisti di frammenti.

 

postato da: glencoe alle ore 17:13 | link | commenti
categorie: message in the bottle
venerdì, 06 novembre 2009

Listening to Siddharta of Herman Hesse 1922

Era un principe tra i bramini
orgoglio del padre bramino e
della madre;
alla vista faceva provare l’amore a chi lo guardava
aveva una vocazione sublime.
 
Era il prediletto ,il magnifico
tutti amavano Siddharta;
ma egli non era di gioia a se stesso
egli non portava gioia in cuore
era inquieto, era scontento
non gli bastava;
il suo recipiente non si era riempito
dovE era l’Atma?
dove era l’io?
 
il cammino verso l’io
nessuno lo sapeva
il padre era un assettato
ogni giorno
 
Il limbo del punto di vista.
Fuori da ogni ruolo.
Tutto e’ falso.
 
La spersonalizzazione
uscire dal proprio io
con il dolore ,la fame,la sete,la meditazione…
dall’io al non io
all’io ancora
inesorabile era il ritorno all’io.
 
Tutto è evasione dell’io e dalle pene della vita
come per chi si ubriaca,
possibile che tra tanti uomini che cercano
non uno debba trovare la strada delle strade;
la mia sete non si è ancora placata.
il sapere non ha peggior nemico
del volere sapere,dell’imparare.
 
Cosa resta del sacro in quello che ci pareva sacro
Gotama era in una pace inviolabile
nessuna ricerca,nessun desiderio
Gotana era intriso di verità
nel suo corpo
Gotama era santo. 
 
Le opinioni non contano niente,
la liberazione non puo’ avvenire attraverso una dottrina;
abbandonare tutte le dottrine
e tutti i maestri
per me solo devo scegliere
devo giudicare.
Lasciava cosi’indietro tutta la sua vita passata.
 
l’io era.
l’enigma dell’io.
E io so’ cosi tanto poco
di questo mio io;
e questa mia disconoscenza è perchè
io avevo paura di me allora
andrò a scuola dal mio io cosi’
Siddharta era sulla strada che conduce a se stesso.
 
L’io è assolutamente solo,
il mondo senza indagine,
tutto era sempre stato
e lui non l’aveva mai visto.
Dure sono le cose di cui
non si ha ancora
esatta coscienza.
Di se’ stesso doveva
iniziare a fare esperienza,
aveva udito una voce nel proprio cuore
egli aveva obbedito alla voce.
 
l’amore non si può estorcere,
ognuno da’ quello che ha,
scrivere è bene,
pensare e’ meglio;
l’intelligenza e’ bene,
la pazienza e’ meglio.
Ascoltò molto e
parlo’ poco.
Non si ottiene piacere
senza dare piacere.
 
Sempre si era sentito
separato dagli altri.
Il suo senso di superiorità
si era affievolito al contatto
con la puerilità e la timidezza degli uomini-bambini,
sempre questi uomini erano innamorati. 
 
il gioco come disprezzo della ricchezza
e di se stesso, amava quell’ansia della puntata
ed era qualcosa di simile ad una intensità di vita.
Provò disgusto di sé stesso
e cercò la morte;
poi riconobbe la stoltezza del suo atto
rapida si svolge la ruota delle apparenze.
Il momento profondo della sfiducia
e della disperazione.
 
Poi scese nel mondo affinché
il sacerdote ed il samana
fossero morti;
e Siddharta il gaudente,
Siddharta l’avaro
fosse morto.
Il nuovo Siddharta era un bambino
era rinato, era all’inizio;
niente protegge nessuno nel suo percorso
deve trovare egli stesso la sua via.
 
Ogni giorno la muta guerra dell’affetto;
per amore diventò un povero stolto,
come gli altri uomini-bambini
ma questo era necessario.
 
Egli senti il vuoto in attesa
attendere con pazienza, ascoltare;
cosi’ simile agli uomini-bambini era diventato,
questa gente non gli era piu’ estranea
e si sentiva simile a loro
tutto in loro diventava
compassione
diventava affetto
e proprio per questo
poteva amarli
vedeva in loro la vita.
 
la meta della vita era sentire
l’unita’ respirarla.
La sua ferita fioriva
e in quell’ora
cessò la sofferenza
 
l’irrequietezza e l’ansia
della ricerca;
tu cerchi troppo
tu non trovi
perchè cerchi troppo;
trovare vuol dire
non avere scopo.
 
Ho avuto una serie di maestri;
la saggezza non si puo’ insegnare
di ogni verità anche il contrario e’ vero
ogni peccato porta in sé la grazia;
le troppe parole possono
impedire la pace,
la sofferenza di un eterno cercare
la sofferenza di non trovare.
 
  
postato da: glencoe alle ore 08:48 | link | commenti
categorie: circolo letterario
lunedì, 02 novembre 2009

Ryuichi Sakamoto

 

postato da: glencoe alle ore 16:28 | link | commenti
categorie: stati d-animo
giovedì, 29 ottobre 2009

Non dimenticare che stai per morire

 

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N'oublie pas que tu va mourir
Non dimenticare che stai per morire

Un film di Xavier Beauvois. Con Bulle Ogier, Xavier Beauvois, Chiara Mastroianni
Francia 1995

La trama

Si scopre sieropositivo e decide di aggredire la vita.
Per evitare il servizio militare, Benoît, studente di storia dell'arte, si finge omosessuale e tossicodipendente. Costretto alla visita medica, viene trovato sieropositivo e decide di vivere al massimo gli anni che gli restano. Intriso di un "romanticismo byroniano" (parole sue), dapprima diventa trafficante di droga, poi partigiano in Croazia.

PROLOGO




DELLA MORTE

 


Come se…..
la vita fosse importante;
cosi’ da sola, cosi perchè c’e’:
e non per quello che portiamo dentro a questa entità astratta, di cui si sà meno che niente.
Vediamo quando inizia e un’altro essere “vienealmondo” , poi andiamo ad un funerale un qualsiasi funerale e vediamo che “senevà” anzi quando senevà è raro che siamo presenti..
Viene da dove, se ne và dove, sembra dall’incontro di due microscopiche parti ,poi sembra dissolversi in terra, in realtà non ne sappiamo niente.
L’eterno essere in compagnia di noi stessi, ci fa sembrare che non cambiamo mai, siamo sempre al nostro corpo e cosi’ ci guardiamo allo specchio ogni mattino, ma e’ lento il nostro mutare ed il giorno dopo siamo identici al giorno prima, quindi niente di noi è cambiato, cosi’ il senso della morte non ci appartiene, ci è ignoto;
e allora il senso della morte va’ conquistato.


DELLA PAROLA




Parola potente, parola che inganna, parola dai molti significati..


DELLA VITA



Non basta avere deciso in un preciso momento di vivere;
dopo ci si apre, ma non necessariamente si partecipa.
Un progetto di vita nasce, e con pazienza fà i suoi primi passi;
ma vi è scarsità di vita solo perchè e’ coperta da una sottile pellicola e da sotto la pellicola si sente una voce che dice e ridice:”sono qui sono qui” , vuole solo essere trovata. 


DELLA BELLEZZA




Bisogna avere un grande coraggio per porsi davanti alla bellezza ed anche cosi’ davanti alla bellezza si può sostare solo per qualche attimo.


DEL LASCIARE



C’è qui’.
C’è qualcosa che non funziona.
E qui’ è Occidente, Europa.
Cosa sia questo qualcosa e chi lo dice non si sa.
Però c’e’, e si insinua in tutto.
Potremo darci un nome, ma anche se ci diamo un nome la cosa resta ed è difficile parlarne
anche se c’è sempre, è molto ben presente qui’, sempre.
Quando dentro sei già morto non resta che andare a cercare qualche legione straniera per portare a termine la cosa.

ESODO




NOTA:

La sequenza presentata rispetta la struttura originaria.
Avevo pensato alla Ouvertures, poi sono andato in wikipedia.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Voce principale: Tragedia greca

La tragedia greca è strutturata secondo uno schema rigido, di cui si possono definire le forme con precisione. La tragedia inizia generalmente con un prologo (da prò e logos, discorso preliminare), che ha la funzione di introdurre il dramma; segue la parodo, che consiste nell'entrata in scena del coro attraverso dei corridoi laterali, le pàrodoi; l'azione scenica vera e propria si dispiega quindi attraverso tre o più episodi (epeisòdia), intervallati dagli stasimi, degli intermezzi in cui il coro commenta, illustra o analizza la situazione che si sta sviluppando sulla scena; la tragedia si conclude con l'esodo (èxodos).

  

postato da: glencoe alle ore 13:26 | link | commenti
categorie: appunti, vita e morte, s-velare
domenica, 25 ottobre 2009

Voce,corpo,musica,guardare,sentire

 

postato da: Astipalea alle ore 10:04 | link | commenti (1)
categorie: incontri con sconosciuti
mercoledì, 21 ottobre 2009

Children by Robert Miles

 

postato da: glencoe alle ore 18:55 | link | commenti
categorie: my favorite
lunedì, 19 ottobre 2009

Criminal minds

 

postato da: glencoe alle ore 18:50 | link | commenti
categorie: my favorite
lunedì, 12 ottobre 2009

5-7-8-12 ottobre 2009

Postato da Astypalia il 12 Ottobre 2009.


astipalea conversa con glencoe in occasione del rilascio del suo libro
la citta’ di alice
come stai?
e’ un periodo turbolento, il tempo passa e la selezione necessaria si e’ messa in moto
 
quale selezione?
la selezione è un automatismo che lascia andare le cose che non contengono più significato e si và in cerca di altre dove c’è significato.
 
per te
certo per me, il senso del tempo è sempre relativo e se penso per esempio a come gli ultimi venti anni siano passati in un attimo mi sento più motivato a vivere i prossimi in modo più intenso anche se già so adesso che questo tentativo non porterà a grandi differenze.
 
e con questo cosa vuoi dire?
che oltre una certa capacità di vivere bene o male prima o poi non si và , certo sempre si può imparare e molto certo è il momento dell’imparare e quello successivo del mettere in pratica l’insegnamento è in questo quando parlo essenzialmente dei sottili equilibri del piano esistenziale.
 
dicevi dunque?
dicevo che una cosa può avere una data di inizio particolarmente significativa,ma che poi non ha fine se non con la morte, e poi questo tratto di sentiero è appunto un tratto, un segmento che ha un andamento imprevedibile.
 
imprevedibile….
certo e’ fortemente condizionato se si hanno degli obiettivi,oppure degli obblighi e il secondo caso e’ molto più frequente del primo, ma se per qualche motivo avviene una compressione di tutto quello che non è profondamente interiorizzato allora appare lo sconfinato paesaggio vuoto che fa paura
 
e tu ?
io ne sono in mezzo da un po’ e la paura non c’è quasi più;.
piuttosto stà avanzando il nonsenso ovvero una forma sottile di apatia, ma anche in questo caso per adesso ho la fortuna di avere dei frammenti di cui mi ricordo, e ai quali rivolgermi.
 
e di quello che hai scritto cosa mi dici?
praticamente niente.
 
niente non hai niente da dire?
no.
 
cosa si può dire delle cose che passano se non che sono passate, magari in mezzo ci potrebbe essere qualcosa che riprendero’.
 
in che senso?
mi piacerebbe continuare a scrivere ,ma adesso mi piacerebbe scrivere una storia piu’ lunga
e non è per niente sicuro che lo farò , ci sono infinite direzioni e poi quale potrebbe essere il motivo per prenderne una e non un'altra.
di certo mi piacerebbe scrivere qualcosa di molto diverso da quanto fatto finora
 
e cioe’?
in questo momento mi interessa un ritorno alle origini
 
quali origini?
le mie 
in effetti il peso specifico di tutto quello che stà in mezzo ad una vita, quello che succede tra l’essere bambini ed essere vecchi non dico che sia ininfluente, ma quasi.
e qui’ stà il paradosso visto che personalmente tra la fase del bambino e la fase del vecchio sono successi eventi determinanti e importanti che continuano a capitarmi.
anzi da un certo punto di vista sono entrato in una fase dove sto’ certamente raccogliendo molto
e proprio qui’ stà il paradosso.
 
in pratica mi stai dicendo che in questa fase della tua vita in cui potresti o puoi avere il tuo meglio tu vedi solo tu bambino e tu vecchio?
 
proprio cosi’ ,ma non per questo mi sono ritirato dalla vita anzi vivo dei momenti di grande intensità, mai avvenuti prima e nonostante questo e senza ridurli, senza togliere a questi rari momenti tutta la loro natura li vedo nel loro splendido isolamento e sono felice quando accadono molto felice, cosa che mi succede molto raramente e quando succede mi dico  ecco questa e’ la vita , questi pochi minuti , di grande felicità mi ricompensano di cosi’ tanti anni vuoti o peggio..
 
e allora?
allora prendo quello che viene e do’ quello che sento
e in questo mi ritengo anche fortunato.
 
e allora?
allora non posso fare a meno di pensare al rapporto tra i pochi momenti di vera vita e tutto il tempo passato e allora mi  prende un senso di inutilità ,di scoramento, di bilanci che di certo non mi distoglierà dalle cose belle, ma mi porta da una parte all’inizio e dall’altra alla fine.
 
hai parlato di tutto ,ma non del libro
sul libro non c’e niente da dire, a chi lo leggerà evocherà qualcosa, mi piacerebbe che questo qualcosa arrivasse anche a me, per questo ho messo un indirizzo di posta elettronica
non mi interessa iniziare delle corrispondenze private , ritengo che dall’animo umano emergano in certe occasioni espressioni scambiabili con tutti..
 
hai qualcosa d’altro da aggiungere?
una cosa da dire l’avrei e questo riflette senz’altro una parte di me, chi scrive non si da’ mai vincoli, ma io sono a parte e percui mi posso permettere dire a chi leggerà:di fare attenzione
perché mai le cose scritte sono come sembrano.
 
 
astipalea conversa con glencoe in occasione del rilascio del suo libro
la citta’ di alice
 
 
come la vedi oggi
la vedo meglio
 
e cioe’?
diciamo che l’attenzione è arrivata sulla parola imparare
 
bè non è una parola particolarmente nuova
certo che no,ma applicata a situazioni in cui ci si trova dentro e situazioni particolarmente complesse ha un peso diverso, noto che per quanto mi riguarda c’e’ la tendenza all’ attesa nel senso che pure in certi casi la mia emotività si rende autonoma e giustamente si esprime dopo, vi e’ una specie di condensazione ,una specie di radunare tutte le forze di un esercito per affrontare con il massimo delle risorse le cose che succedono.
 
e poi a cosa stai pensando adesso?
a quello che è scritto nel libro e a come sta’ cambiando la mia mano che lo ha scritto.
 
stai mutando da jeckill ad hyde?
non proprio, ma in questo momento sono attratto nuovamente da esplorazioni nei territori più bui,
evidentemente se non si rivelerà un puro esercizio di piacere, questo ritorno probabilmente mi vede non soddisfatto dalle risposte che all’epoca mi ero dato per poi andare da altre parti ad esplorare
 
cosa pensi che mancasse?
adesso non saprei,ma la costante frammentazione dell’essere umano, frammentazione secondo me
di tipo schizofrenico merita di essere riconsiderata al di là di tutto, forse perché in questo periodo mi infastidisce in modo esagerato il fatto che attorno ad ogni fenomeno deviante ci sia un tentativo
o di renderlo incomprensibile e per cui di trattarlo come un accidente-incidente o comunque nei mass-media di tentare di spiegarlo e la parola la dice tutta….spiegare… come se chi si prende in carico la cosa lo potesse fare realmente autonominandosi specialista-esperto della cosa e da quello che vedo il tutto si risolve con ridicole pantomime.
 
 
astipalea conversa con glencoe in occasione del rilascio del suo libro
la citta’ di alice
 
ci sei ancora?
 
ci sono ci sono.
spesso mi sembra che non sia più il caso di parlare di niente, lo so che è un momento e poi passa , forse dipende dal fatto che tutto è una corsa e non solo la solita trafila figli,lavoro,casa ecc. ,ma anche al di fuori di tutto questo, anche quando ci si è faticosamente ricavati un momento per se stessi, anche in questi momenti tutto è una corsa, oppure una goccia nel mare, oppure una specie di compensazione continuativa ,oppure non lo so….
 
tutto è collegato e perciò tutto è in qualche modo insufficiente, sempre tutto è insufficiente
solo pochissimo si salva e quello che si salva è talmente diverso che si puo’ solo conservare ed assai poco nominare perchè cosi’ non compatibile con tutto il nostro scorrere del tempo.
 
astipalea conversa con glencoe in occasione del rilascio del suo libro
la citta’ di alice
 
quali nuove se cosi’ si può dire?
di nuovo si puo’ parlare del sembra
 
e cosa vorresti dire del sembra?
di cose che erano accantonate, non prese in considerazione oppure si; solo che non erano ancora uscite allo scoperto e che quando finalmente escono allo scoperto sono tutta un’altra cosa.
 
fammi un esempio
un esempio mah, si scopre all’improvviso che quello che ci muoveva era talmente sottile da essere difficile da cogliere e anche se tutto partiva da una buona intenzione e pensavamo che tutto di quello che si faceva andasse di per se’ proprio nella direzione di quella buona intenzione….poi in realtà qualcuno ci fa notare che in effetti non vi è stata complessivamente una sufficiente linearità o almeno lui non ha percepito questa linearità e dopo che c’è lo ha detto magari siamo investiti improvvisamente da un forte vento che ci colpisce e ci fa anche inaspettatamente rotolare per terra e dopo quando ci troviamo davanti allo specchio da dentro ci sentiamo dire che anche se non abbiamo seguito alcuna perfezione , ma solo che abbiamo provato ad agire bene  ben che vada possiamo solo riconoscere che che abbiamo molta strada ancora da fare.
 
postato da: Astipalea alle ore 11:45 | link | commenti
categorie: la vera vita delle persone
domenica, 11 ottobre 2009

Albert Watson

 

 

postato da: glencoe alle ore 18:16 | link | commenti
categorie: fotogrammi